Andalucía
Jaén
«Jaén produce una gran cantidad de aceite de oliva.»Jaén produce una grandissima quantità di olio d'oliva.

Jaén è il capoluogo di una provincia coperta di uliveti, adagiata sul fianco del monte che sostiene il castello di Santa Catalina. Il centro storico sale in pendenza attorno alla cattedrale rinascimentale, con strade strette e ripide, mentre la parte moderna si distende in basso verso la pianura da cui comincia il mare di olivi.
Lo sapevi
Più olio di tutta l'Italia.
La provincia di Jaén produce da sola una quantità di olio d'oliva superiore a quella di interi Stati come l'Italia.
Come si parla a Jaén
Il jiennense aspira spesso la «s» finale e conserva un lessico agricolo molto ricco legato all'olivicoltura. «Tajo», «varear» e «tajos de aceituna» ricorrono nel parlato delle famiglie legate alla campagna.
melenchón
Canto tradizionale orale della provincia di Jaén, eseguito storicamente in cerchio. Si canta e si balla in gruppo attorno alle lumbres, soprattutto nelle tradizioni di San Antón; il termine è usuale nel lessico di molti abitanti della provincia.
La vita di tutti i giorni a Jaén

La «tapa» è calda e non si paga
Come a Granada, la tapa arriva con la consumazione e non costa niente. Qui però di solito è cucinata: un piattino di quello che c'è in cucina quel giorno, e cambia a ogni giro.
«Una caña, y la tapa que toque.» — Una birra, e la tapa che capita.

L'olio si assaggia da solo
Nella provincia con più uliveti del mondo l'olio non è un condimento: si assaggia in bicchiere, scaldato nella mano, come si fa col vino. A colazione il pane si bagna d'olio e basta, senza niente sopra.
«Una tostada con aceite, por favor.» — Un pane tostato con l'olio, per favore.

Le «cuestas» del centro
Jaén è costruita sul fianco del monte: le strade del centro sono ripide e strette, e per andare da una piazza all'altra si scende e si risale. Chi ci vive conosce i passaggi coperti che tagliano interi isolati.
«Se sube andando, pero es cuesta arriba.» — Ci si va a piedi, ma è tutta salita.
Cosa si mangia a Jaén

Pipirrana
Insalata pestata di pomodoro, peperone verde, cetriolo e cipolla, condita solo con olio extravergine e sale.

Ochío
Panino tondo di pane condito con olio e «pimentón», che colora la crosta di rosso. Si mangia da solo o farcito.
Le feste di Jaén

Lumbres de San Antón
il 16 gennaio
In ogni quartiere si accende un falò e ci si arrostisce sopra la carne: la notte più fredda dell'anno la città la passa fuori, intorno al fuoco.

Feria de San Lucas
la settimana intorno al 18 ottobre
La fiera d'autunno, l'ultima grande dell'Andalusia: si arriva quando la raccolta delle olive sta per cominciare.

Virgen de la Capilla
l'11 giugno
La patrona esce di notte per le strade del centro, e la processione ricorda l'apparizione del 1430 in Calle Maestra.
Cosa vedere a Jaén

Cattedrale
La Catedral de la Asunción, capolavoro rinascimentale di Andrés de Vandelvira, costruita sopra la moschea aljama: custodisce il «Santo Rostro», il velo della Veronica.

Castillo de Santa Catalina
Sul monte sopra la città, fortezza araba poi cristiana: da lì si vede il mare di olivi che arriva fino all'orizzonte in ogni direzione.

Bagni Arabi
Sotto il Palacio de Villardompardo, dell'XI secolo: fra i più grandi e meglio conservati dell'Europa occidentale, con le volte bucate a stella.
Da dove viene Jaén
La città delle carovane
Epoca iberica
Auringis
Oppidum ibero sulla collina, in mezzo alle miniere d'argento.
Epoca romana
Aurgi
Municipio romano, nodo di strade fra la Betica e la Meseta.
VIII–XIII sec.
Yayyan
Il nome arabo vuol dire «via delle carovane», ed è quello che è rimasto.
1246 → oggi
Jaén
Fernando III la prende; per due secoli e mezzo è la base cristiana contro Granada.
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