Andalucía
Sevilla
«Sevilla tiene la catedral gótica más grande del mundo.»Siviglia ha la cattedrale gotica più grande del mondo.

Sevilla è il capoluogo dell'Andalusia e una delle grandi città storiche del sud della Spagna, costruita lungo il Guadalquivir. Il suo centro concentra alcuni dei monumenti più importanti del paese — la Catedral con la Giralda, il Real Alcázar e l'Archivo de Indias — mentre quartieri come Triana e Santa Cruz conservano un tessuto urbano molto diverso dalla parte più moderna della città.
Lo sapevi
Cristoforo Colombo riposa qui.
All'interno della cattedrale di Siviglia è conservata la tomba monumentale che custodisce i resti di Cristoforo Colombo.
Come si parla a Sevilla
Come suona
La «s» di fine parola non si perde del tutto: diventa un soffio. E le «d» fra due vocali cadono, così «pescado» diventa «pescao» — ed è per questo che il piatto si chiama «pescaíto».
Qui si dice: «¿Cómo ehtá?» — in spagnolo standard «¿Cómo estás?»
«Mi arma»
Contrazione di «mi alma», e si usa come noi useremmo «caro» o «tesoro». Non è sdolcinato: lo dicono anche il fruttivendolo e il tassista, a chiunque.
Il «seseo»
Qui «c», «z» e «s» hanno tutte lo stesso suono, quello della «s». Nello spagnolo dei manuali «casa» e «caza» si distinguono; a Siviglia suonano identiche, e a capirle è il contesto.
Qui si dice: «la casa del sorro» — in spagnolo standard «la caza del zorro»
Altre espressioni
«¿Qué pasa?» come «che si dice»; «tío» e «tía» per rivolgersi a qualcuno senza nome, come il nostro «bello»; «no me digas» per «ma davvero?»; e «arre» come «dai, muoviti».
La vita di tutti i giorni a Sevilla

Il «tapeo» si fa camminando
Non ci si siede a mangiare tapas: si entra in un bar, si ordina una cosa sola al bancone, si beve in piedi, si paga e si va nel bar dopo. Un giro può fare cinque locali in due ore, e in ognuno si prende quello che quel bar fa meglio.
«¿Nos vamos a la siguiente?» — Andiamo al prossimo?

Il Mercado de Feria
Il mercato più antico della città è mezzo banchi e mezzo bar: si compra il pesce al banco, lo si porta di due metri più in là e te lo friggono mentre aspetti. A mezzogiorno il corridoio è pieno di gente in piedi con il cartoccio in mano.
«¿Me lo pueden freír?» — Me lo potete friggere?

La «siesta» delle due e mezza
Da giugno a settembre, fra le due e le sei, la città si ferma davvero: le saracinesche si abbassano e le strade si svuotano. Sui vicoli del centro si tirano i teli bianchi da un balcone all'altro, e si esce di nuovo solo quando cala il sole.
«A esta hora está todo cerrado.» — A quest'ora è tutto chiuso.

La sera che comincia tardi
Si cena alle dieci e mezza e ci si alza a mezzanotte passata. D'estate le sedie escono in strada, e chi ha una terrazza sul tetto la usa: dalle più alte si vede la Giralda illuminata.
«¿Quedamos a las diez?» — Ci vediamo alle dieci?
Cosa si mangia a Sevilla

Espinacas con garbanzos
Spinaci e ceci, insaporiti con cumino, aglio e «pimentón». È un piatto semplice ma molto radicato nella cucina sivigliana, e si mangia col pane.

Montadito de pringá
La «pringá» nasce dalle carni del «puchero»: maiale, chorizo, «morcilla» e altri tagli vengono sfilacciati e messi dentro un piccolo pane caldo.

Solomillo al whisky
Filetto di maiale a fette in una salsa di aglio, limone e whisky, servito con patate fritte.

Pescaíto frito
Pesce piccolo infarinato e fritto nell'olio d'oliva, croccante e servito appena fatto.
Le feste di Sevilla

Feria de Abril
due settimane dopo la Settimana Santa
Una settimana di «casetas», cavalli e sevillanas nel Real de la Feria, a Los Remedios.

Velá de Santa Ana
dal 21 al 26 luglio
Sei giorni di festa a Triana, lungo Calle Betis, con la «cucaña» sul Guadalquivir.
Cosa vedere a Sevilla

Real Alcázar
Complesso di palazzi medievali ancora usato come residenza ufficiale dei reali spagnoli quando sono a Sevilla. Nelle sale convivono forme islamiche, «mudéjar», gotiche, rinascimentali e barocche, e i giardini con fontane e aranci sono fra i più belli di Spagna.

Cattedrale
La cattedrale gotica più grande del mondo, costruita fra il XV e il XVI secolo. La Giralda accanto fu il minareto della moschea almohade del XII secolo: i suoi 104 metri e le 24 campane si leggono subito dalla piazza.

Plaza de España
Costruita nel 1929 per l'Esposizione Iberoamericana: un emiciclo di mattoni e ceramica con un canale, i ponti e una panchina di «azulejos» per ognuna delle province spagnole.

Torre del Oro
Torre di guardia del XIII secolo alzata dagli almohadi sul Guadalquivir. Oggi ospita un museo di marineria che racconta i viaggi verso le Americhe, partiti proprio da questa riva.
Da dove viene Sevilla
Una città di oltre 2.800 anni
VIII sec. a.C.
Ispal
Primi insediamenti legati al mondo tartessico, dove il Guadalquivir era ancora navigabile fino a qui.
Epoca romana
Hispalis
Grande porto fluviale; a otto chilometri nasce Itálica, la città degli imperatori Traiano e Adriano.
VIII–XIII sec.
Isbiliya
Capitale di un regno di taifa e poi degli almohadi, che alzano la Giralda e le mura.
1248 → XVI sec.
Sevilla
Fernando III la conquista; dal 1503 la Casa de Contratación le dà il monopolio dei traffici con le Americhe.
Ci è nato: Diego Velázquez, pittore.
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