Castilla-La Mancha
Albacete
«Albacete produce famosas navajas artesanales con mango decorado.»Albacete produce famosi coltelli artigianali con manico decorato.

Albacete è il capoluogo della provincia più estesa di Castilla-La Mancha, in mezzo a una pianura aperta a metà strada fra Madrid e il Mediterraneo. Non ha un centro storico monumentale: è cresciuta nell'Ottocento attorno alla sua fiera e alla ferrovia, e vive di agricoltura, commercio e della coltelleria che porta il suo nome.
Lo sapevi
La fiera dei coltelli, da secoli.
Ogni settembre ospita una delle fiere più antiche di Spagna, dove si vendono i tradizionali coltelli artigianali.
Come si parla a Albacete
Il castigliano è relativamente vicino allo standard, ma «navaja» e «cuchillería» hanno qui un peso culturale concreto. «Gazpachos» al plurale è un altro falso amico utile: ad Albacete è il piatto manchego caldo.
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Sì; certo; va bene, oltre ai valori esortativi generali. Nel parlato manchego può confermare quanto detto dall'interlocutore o chiudere una decisione; il valore preciso dipende dall'intonazione.
La vita di tutti i giorni a Albacete

La «navaja» si fa ancora qui
Albacete fabbrica coltelli a serramanico da cinque secoli, e nelle coltellerie del centro se ne vedono file intere: si aprono per sentire lo scatto, che è il modo in cui qui si giudica un coltello.
«Ábrela, a ver cómo suena.» — Aprila, senti come scatta.

I nove giorni della «Feria»
Dal 7 al 17 settembre la città si sposta dentro un recinto circolare che tutti chiamano «La Sartén», la padella. Si entra sotto un arco illuminato e si esce all'alba: gli uffici in quei giorni lavorano a mezzo servizio.
«Nos vemos en la Sartén.» — Ci vediamo alla Sartén.

I «miguelitos» dopo cena
Rettangoli di sfoglia riempiti di crema e coperti di zucchero a velo: si comprano a vassoi da portare in casa d'altri. Vengono da La Roda, venti chilometri a nord, e qui li ha chiunque.
«Llévate una bandeja de miguelitos.» — Portati un vassoio di miguelitos.
Cosa si mangia a Albacete

Gazpachos manchegos
Niente a che vedere con il gazpacho freddo: è una focaccia senza lievito spezzata e cotta nel brodo con carne di caccia.

Atascaburras
Baccalà, patate, aglio e olio pestati insieme nel mortaio fino a farne una crema, con noci sopra.

Miguelitos
Quadrotti di sfoglia ripieni di crema e spolverati di zucchero a velo, nati a La Roda qui accanto.

Queso manchego
Pecora manchega con la crosta a spiga; qui si mangia anche fritto o in olio.
Le feste di Albacete

Feria de Albacete
dal 7 al 17 settembre
Si entra dalla Puerta de Hierros nel recinto circolare che tutti chiamano «la padella», e si esce all'alba per dieci giorni di fila.
Cosa vedere a Albacete

Pasaje de Lodares
Galleria commerciale coperta del 1925, con la volta di vetro e i ferri battuti, fra due strade del centro.

Museo de la Cuchillería
Il museo del coltello, nella Casa del Hortelano, con lame minuscole e damascate.

Catedral de San Juan Bautista
Cominciata nel Cinquecento e finita nel Novecento: dentro ci sono quattro secoli di lavori interrotti.

Parque Abelardo Sánchez
Il parco grande della città, dell'Ottocento, con gli alberi alti e il museo provinciale dentro.
Da dove viene Albacete
Il nome vuol dire «la pianura»
Epoca iberica
Villaggi della pianura
Insediamenti iberi sparsi in una zona di passaggio fra la Meseta e il Levante.
VIII–XIII sec.
Al-Basit
Il nome arabo vuol dire «la pianura»: era un villaggio agricolo, non una città.
1265
La conquista
Passa alla Castiglia e resta per secoli un paese di mercato e di fiera.
1833 → oggi
Albacete
La fiera prima e la ferrovia poi la fanno crescere: diventa capoluogo di provincia.
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