Valencia
Castellón
«Castellón produce la famosa cerámica tradicional en su provincia.»Castellón produce la famosa ceramica tradizionale nella sua provincia.

Castellón de la Plana è il capoluogo della provincia più settentrionale della comunità valenciana, in una pianura agricola fra il mare e le montagne dell'interno. Il centro è organizzato attorno alla piazza maggiore e al campanile isolato chiamato El Fadrí, mentre il porto del Grao, quattro chilometri più a est, funziona di fatto come una seconda città.
Lo sapevi
Il campanile che non tocca la chiesa.
La torre campanaria El Fadrí è staccata ed eretta completamente autonoma rispetto alla chiesa principale della città.
Come si parla a Castellón
Il valenciano è molto presente e il nome ufficiale è Castelló de la Plana. «Xe» e «esmorzar» appartengono al lessico quotidiano regionale e si sentono anche fuori dai contesti formali.
xe
Interiezione che può esprimere sorpresa, entusiasmo, allegria o irritazione. Usata come esclamazione autonoma o per richiamare l'attenzione, con valore determinato dal tono e dalla situazione.
La vita di tutti i giorni a Castellón

Le «gaiatas» di marzo
Alla Magdalena si portano in giro strutture di luce senza fuoco e senza fumo: ricordano i bastoni con cui gli abitanti scesero dalla collina nel 1251. Ogni quartiere ne costruisce una, e si giudica.
«Las gaiatas salen esta noche.» — Le gaiatas escono stasera.

Il Grao è un'altra città
Il porto sta quattro chilometri più a est del centro, ed è di fatto un paese a sé: ha il suo mercato, i suoi ristoranti di pesce e la sua festa. Fra le due parti si fa avanti e indietro tutto il giorno.
«Me voy al Grao a comer.» — Vado al Grao a mangiare.

Gli aranceti attorno
La Plana è coperta di agrumeti, e da novembre a marzo l'aria del mattino sa di fiori d'arancio. La raccolta si fa ancora a mano, e si vedono le cassette lasciate ai bordi dei campi.
«Huele a azahar.» — C'è odore di fiori d'arancio.
Cosa si mangia a Castellón

Olla de la Plana
Stufato d'inverno con carne di maiale, fagioli, cardi, patate e cavolo, cotto piano per ore.

Tombet de peix
Pesce e patate stufati con peperone, pomodoro e paprica, piatto dei pescatori del Grao.

Pastissets
Dolcetti a mezzaluna ripieni di zucca candita o patata dolce, spolverati di zucchero a velo.

Arrop i tallaetes
Mosto d'uva cotto fino a diventare sciroppo scuro, con dentro pezzi di zucca canditi.
Le feste di Castellón

Magdalena
la terza domenica di Quaresima
Si sale all'eremo con le «canyes» — le canne verdi col nastro — a ricordare quando la città scese dal monte al piano.

Fiestas de la Magdalena
la terza domenica di Quaresima, fra febbraio e marzo
Le «gaiatas» illuminate sfilano di notte, e alla romería si sale al vecchio insediamento con la canna in mano.
Cosa vedere a Castellón

El Fadrí
Campanile ottagonale alto quasi sessanta metri, costruito fra il 1440 e il 1604. Sta in piazza da solo, staccato dalla chiesa.

Concatedral de Santa María
Chiesa gotica a navata unica, bruciata nel 1936 e ricostruita pietra su pietra nel dopoguerra.

Mercat Central
Il mercato coperto, sulla stessa piazza del campanile e del municipio. Il pesce arriva dal Grao ogni mattina.

Parc Ribalta
Giardino dell'Ottocento fra la stazione e il centro, con viali di ficus enormi.
Da dove viene Castellón
Il paese sceso dalla collina
Epoca iberica
Il castello
Un insediamento sulla collina del Castell Vell, difendibile ma scomodo.
1251
La discesa
Giacomo I autorizza gli abitanti a scendere in pianura: la città si rifonda accanto agli orti.
XVI–XVIII sec.
La Plana
La pianura irrigua e il porto del Grao fanno crescere l'economia.
XIX sec. → oggi
Gli agrumi
Le arance della Plana diventano l'esportazione principale della provincia.
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