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Valencia

Elche

«Elche posee el palmeral más grande de toda Europa.»Elche possiede il palmeto più grande di tutta Europa.

Elche

Elche sorge nell'entroterra della provincia di Alicante, attorno al fiume Vinalopó, ed è circondata da un palmeto di centinaia di migliaia di piante, impiantato in epoca islamica per irrigare i campi. La città vecchia si stringe attorno alla basilica di Santa María, mentre tutto intorno si è sviluppata l'industria calzaturiera che ne regge l'economia.

Lo sapevi

La Dama, ritrovata per caso.

Nel 1897 in questa città fu ritrovata la celebre Dama de Elche, un raffinato busto scultoreo risalente al V secolo avanti Cristo.

Come si parla a Elche

Qui il valenciano ha una presenza storica forte e nella lingua locale si sentono forme come «Elx», nome valenciano della città, e «palmerar». Il contatto quotidiano fra valenciano e castigliano è visibile soprattutto nei nomi di strade, scuole e istituzioni.

xe

Interiezione che può esprimere sorpresa, entusiasmo, allegria o irritazione. Usata come esclamazione autonoma o per richiamare l'attenzione, con valore determinato dal tono e dalla situazione.

La vita di tutti i giorni a Elche

Il palmeto è un orto

Il palmeto è un orto

Le palme non sono un parco: sono un sistema agricolo, e sotto ci si coltiva ancora. I proprietari dei singoli «huertos» li curano da generazioni, e il taglio delle foglie per la Domenica delle Palme si fa a mano, incappucciandole per farle sbiancare.

«El huerto de palmeras es privado.»Il palmeto è privato.

Il «Misteri» di agosto

Il «Misteri» di agosto

Il 14 e 15 agosto dentro alla basilica si canta un dramma sacro che va avanti da cinquecento anni, con le macchine sceniche che scendono da un foro nella volta. Lo cantano cittadini di Elche, non attori, e i posti si esauriscono.

«El Misteri es en agosto.»Il Misteri è ad agosto.

Le scarpe di Elche

Le scarpe di Elche

Un'azienda su tre lavora nella calzatura, e in molte case si è cucito o incollato per qualcuno. È un mestiere che si eredita, e la crisi del settore la città l'ha sentita casa per casa.

Cosa si mangia a Elche

Arroz con costra

Arroz con costra

Riso al forno con carne e salsicce, coperto da una crosta di uovo sbattuto cotta sopra. Si porta in tavola nella stessa terrina di terracotta.

Dátiles de Elche

Dátiles de Elche

I datteri del palmeto, morbidi e scuri. Si mangiano da soli o avvolti nella pancetta e passati in forno.

Granada mollar

Granada mollar

La melagrana di Elche, dolce e con i semi teneri: si mangia col cucchiaio, senza sputare niente.

Arroz con conejo y caracoles

Arroz con conejo y caracoles

Riso asciutto con coniglio e lumache di terra, rosmarino e paprica. È il riso dell'entroterra, non quello di mare.

Le feste di Elche

Nit de l'Albà

Nit de l'Albà

la notte del 13 agosto

Il cielo si riempie di fuochi tirati dai tetti di tutta la città, e alla fine si accende la «Palmera de la Virgen», che scende dall'alto.

Misteri d'Elx

Misteri d'Elx

14 e 15 agosto

Un dramma sacro cantato in valenciano dentro la basilica, rappresentato dal XV secolo.

Cosa vedere a Elche

Palmeral de Elche

Palmeral de Elche

Il palmeto più grande d'Europa, oltre duecentomila palme piantate su un sistema di canali di origine islamica. Non è un parco: è un modo di coltivare, con gli ortaggi all'ombra delle palme.

Basílica de Santa María

Basílica de Santa María

Chiesa barocca del XVII-XVIII secolo, costruita sopra la moschea. È il teatro del Misteri d'Elx: la volta si apre e da lì scende la macchina scenica.

Huerto del Cura

Huerto del Cura

Un «huerto» diventato giardino botanico, con palme, cactus e vasche d'acqua ferma.

Palacio de Altamira

Palacio de Altamira

Palazzo-fortezza del XV secolo sul Vinalopó, con la torre quadrata sull'angolo. È stato palazzo, carcere e fabbrica.

Da dove viene Elche

La Dama trovata in un campo

V sec. a.C.

L'Alcúdia

Un insediamento ibero a due chilometri dal centro: da lì viene la Dama di Elche.

I sec. a.C.

Ilici

Colonia romana per i veterani, con il porto sulla laguna.

VIII–XIII sec.

Ils

I musulmani spostano la città e piantano il palmeto per irrigare i campi.

1265

La conquista

Giacomo I la prende: il palmeto resta, e con lui il modo di coltivare.

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